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Programma Pastorale Diocesano 2008-2010
Giovedì 24 Settembre 2009 08:03

 

Ecco l'introduzione al Programma Pastorale:

 

Carissimi Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Diaconi, Sorelle e Fratelli della Chiesa Pistoiese,

     Questo opuscolo vi offre il programma pastorale della nostra Chiesa per il prossimo biennio: si tratta del cammino che insieme percorreremo nell’ultimo scorcio di questo decennio.

Ho scelto il tema delle “relazioni” come ottica di lettura e descri­zione del nostro programma perché mi pare una categoria-chiave nella Rivelazione Biblica, che può far sintesi delle recenti indica­zioni pastorali per la Chiesa in Italia: penso agli “orientamenti” per l’ attuale decennio “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, penso all’ esperienza del Convegno di Verona nel 2006 ed alla Nota pastorale della CEI che l’ha seguito, penso infine alle recenti Encicliche pontificie: “Deus Charitas est” e “Spe salvi”.

Il tema delle “relazioni” ci permette di fare memoria del signifi­cativo percorso della Chiesa pistoiese fino ad oggi, di accoglierlo e di volgerlo al futuro, valorizzando le due prospettive che la Chiesa italiana raccoglie dal grande evento conciliare e propone come motivazione ed orizzonte del comune cammino: la comunione e la missione.

Il tema delle “relazioni” pone al centro la persona e la sua unità, come soggetto e destinataria del servizio pastorale della Chiesa, inevitabilmente articolato e, talora, frammentato: “l’attuale im­postazione pastorale, centrata prevalentemente sui tre compiti fondamentali della Chiesa (l’annuncio del Vangelo, la liturgia, e la testimonianza della carità), pur essendo teologicamente fondata, non di rado può apparire troppo settoriale e non sempre è in grado di cogliere in maniera efficace le domande profonde delle persone: soprattutto quella di unità, accentuata dalla frammentazione del contesto culturale” (Nota Pastorale CEI “rigenerati per una speranza viva” n. 22).

Il tema delle “relazioni” è un codice che ci permette di decifrare, con occhio esigente e misericordioso insieme, il nostro rapporto con il Signore, il rapporto con la Chiesa e delle comunità cristiane tra di loro, il rapporto con il mondo e con la vita quotidiana della gente, il rapporto con il creato ed anche il rapporto con noi stessi, la nostra coscienza, le nostre personali risorse e limiti.

In queste indicazioni pastorali per il prossimo biennio non pre­sumo di percorrere la totalità di queste relazioni, né la complessità interna a ciascuna, anche se effettivamente la nostra Chiesa e le nostre comunità cristiane si confrontano ordinariamente con esse, nel percorso pastorale che le parrocchie, Associazioni, Movimenti, compiono.

Focalizzerò alcune di queste “relazioni” che mi paiono di mag­giore urgenza e di particolare fecondità per il nostro tempo e, all’interno di esse, mi limiterò a cogliere alcuni aspetti ed a fare alcune proposte che ritengo significative e possibili per la nostra chiesa nel prossimo biennio.

Accolgo in questo le collaborazioni e le sollecitazioni che mi sono venute dal Consiglio Presbiterale, dagli Uffici Pastorali, dalle assem­blee vicariali dei Sacerdoti, dall’assemblea dei vicari Foranei.

E’ chiaro perciò che il programma pastorale non può essere la precisazione o la descrizione di tutto ciò che le Comunità cristiane pastoralmente operano o vivono, ma piuttosto la proposta di alcuni orizzonti comuni verso i quali muoverci, l’indicazione di strumenti operativi, di “stili” pastorali, di focalizzazioni e di attenzioni che possono aiutarci a raggiungerli o ad avvicinarci.

Le indicazioni pastorali per il prossimo biennio che questo opuscolo porta nelle vostre mani, sono come il progetto della no­stra comune fatica di Sacerdoti, Religiosi e Laici, per continuare a costruire il tessuto della comunione nella nostra Chiesa; per dare corpo e concretezza a parole come collaborazione, corresponsabilità, comunità; per aiutarci ad essere non semplicemente delle persone o delle comunità “accostate” le une alle altre, talora con percorsi e prassi pastorali assai diversificate se non contraddittorie tra loro, ma una sinfonia di voci, differenziate ma armoniche, normate da un comune “spartito”: esso non è la mortificazione o lo spegnimento, ma la possibilità del canto!

 

Qui trovi il PDF con tutto il Programma Pastorale.

 
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